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SAINT
E ora voglio… profanare il tuo culo,
Io questo desidero, questo solo,
Insinuarmi nel tuo enigma segreto
Dove la morale pone il suo veto
E la natura apre invece la strada,
Ti voglio squarciare, e che tu lo veda,
Che mi senti penetrare e ne goda
Quando inarcando le reni ti schiudi
E il tuo corpo per intero si affida
Al mio esplorarti dal collo ai piedi
Mentre raggiungo la tua intimità
E tu che mi implori nessuna pietà,
La guancia affossata sopra il lenzuolo
Ma gli occhi girati dai quali mi preghi
Di sconsacrare il divieto del culo,
Si chiama peccato però te ne freghi,
Vuoi essere invasa giù nel profondo
In quanto è così che si spiega il mondo,
È proprio lì, nella breccia dell’ano,
Che un cuore puro sa farsi più umano
E ogni pudore diventa un incanto
Se la virtù può donarsi all’istinto
E i suoi tabù spazzarli via il vento:
Tu mi offri il tuo culo e dentro il tuo culo
Insieme con le dita tocchiamo il cielo…
Non ti ho profanato né sconsacrato,
Anzi, è nel punto esatto in cui ti impalo
Che il nostro amore… si è santificato!